Il rumore della pioggia

Verso sera giunse la pioggia. Gocce trafitte dal sole stanco scesero giù improvvise. Ogni cosa conobbe il suo suono: tra tintinnio di vetri, fruscio di foglie, stillicidio di grondaie, gorgoglio di fossi. E poi tornò il silenzio, il rumore delle lacrime…

Foglio bianco

Scrissi del vento ma non issai mai le vele per farmi portare via.

Scrissi del sole ma scelsi sempre l’ombra temendo la crudeltà della luce.

Le vite di altri vissi, lasciando intatta la mia: un foglio bianco di ruvida carta, con poche righe scritte e troppe cancellature…

Immobile

L’ego mi imprigiona in un presente immobile, ove la quiete fugge il cambiamento.

Nessun fremito nel torpore, tutto è ammantato di silenzio. Scivolano così i giorni senza nome.

Ma verrà prima o poi la tempesta e non ci saranno radici abbastanza forti per salvare un albero ormai marcio.

Divisi

Sguardi impauriti vedo negli altri.

Un male invisibile ci allontana.

Non più carezze, non più gesti gentili verso l’altro.

Tutto ci divide, nulla ci unisce se non la paura…

Ma verranno giorni di luce è non sarà più vietato amare.

Senza colori

Oltre gli alberi corrono le nuvole, verso cieli azzurri che non conosco più.

Qui tutto è grigio, come cenere di un fuoco ormai spento.

Ma verrà il sereno e ritroveremo i colori lavati via da questa pioggia

Amara primavera

E venne comunque la primavera,

nonostante il profumo di morte nelle strade,

nonostante le finestre chiuse al cielo,

nonostante il silenzio dei prati dove correvano i bimbi.

Venne e fu un amaro calice,

da bere fino in fondo,

per non morire…

Il giorno fugace

Come un telo steso sul cielo,
scese improvvisa la notte.
Il giorno si nascose nell’umido tepore delle foglie degli alberi,
nelle corolle chiuse dei fiori,
nel crepitio di un fuoco acceso.
Venne infine un silenzio che il giorno non potrà mai conoscere,
il silenzio del riposo del mondo.

Tra le nuvole

Soffici nuvole per riporre la fragilità del sogni.
Questo vedo dalla mia finestra spalancata sul cielo.
Ma ecco un soffio di vento e le nuvole volano via veloci, e con esse i miei pensieri.
Altre nuvole verranno ancora a rubarmi i desideri, finché la pioggia non me li restituirà spogli di ogni ingenuo orpello.
Ed allora quella pioggia sarà gelida, come nessun’altra.

Assenza

La frescura di un’ombra mi accolse benevola quando il sole salì alto nel cielo.
Era Luglio e lei non c’era.
Il grano era tagliato, il fieno raccolto, le piante cariche di frutti maturi, le uve già rigogliose sui tralci:
una festa, ma solo per chi ha ancora occhi per vedere…
Ora l’assenza brucia più di questo sole tenace;
tra tanto verde e tanti colori tutto appare arido e spoglio.
Arriverà l’inverno ed il viale si coprira’ di neve ma sul quel tappeto bianco nessuna sua impronta scorgero’.
Tornerà ancora l’estate ma non avrò più alcuna ombra in cui trovare ristoro…